Benedetto XVI in un messaggio all'ex Rabbino
Capo di Roma, Elio Toaff, in occasione del suo 90° compleanno.
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Benedetto XVI ha espresso
la sua volontà a “continuare il dialogo” con la comunità ebraica nel
messaggio inviato all’ex Rabbino Capo di Roma, Elio Toaff, in occasione
del suo 90º compleanno.
Il messaggio del Pontefice è stato letto questa domenica dal cardinale
Walter Kasper, Presidente della Commissione per i Rapporti Religiosi con
l'Ebraismo, nella festa di compleanno tenutasi a Roma, questa domenica,
presso la Villa Piccolomini.
Testo
integrale del messaggio |
“Con animo grato a Dio, ringrazio Lei (…) per le buone relazioni che
ha intessuto con la Santa Sede, particolarmente durante il Pontificato del
mio compianto predecessore”, ha affermato il Santo Padre nel suo
messaggio.
“L' attuale suo genetliaco diventa occasione per rinnovare l' impegno a
continuare il dialogo tra noi, guardando con fiducia al futuro”, ha
quindi aggiunto.
“Benedico l'Eterno per il dono della lunga e feconda vita che le ha
concesso durante la quale la bontà di Dio si è tante volte
manifestata”, ha affermato Benedetto XVI.
“Davvero non me l'aspettavo”, ha risposto Toaff, che è stato il primo
Rabbino a ricevere la visita da parte di un Papa (dopo san Pietro) ad una
sinagoga, nel 1986.
A rendere omaggio al Rabbino, in questa occasione particolare, vi erano
anche il Vicario di Roma, Camillo Ruini; il cardinale Roger Etchegaray,
Presidente Emerito del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, e
l’ex Segretario personale di Giovanni Paolo II, l’arcivescovo polacco
Stanislaw Dziswiz.
L’ex Rabbino Capo di Roma, una delle figure religiose più di rilievo e
importanti d’Italia, è una delle poche persone il cui nome è stato
menzionato espressamente da Giovanni Paolo II nel suo testamento.
Numerose anche le personalità religiose e politiche che hanno inviato al
leader ebreo messaggi di auguri in occasione del suo 90° compleanno, fra
cui il Presidente italiano, Carlo Azeglio Ciampi, il quale ha messo in
rilievo il suo “impegno generoso” al servizio di un patrimonio etico
universale.
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[Fonte: Zenit.org del 9 maggio 2005]
Testo
del
messaggio
torna su
La ricorrenza del Suo
novantesimo genetliaco mi offre la gradita occasione di porgerLe sentiti e
cordiali auguri. Unito a Lei e alla Comunità Ebraica di Roma, benedico
l'Eterno per il dono della lunga e feconda vita che Le ha concesso,
durante la quale la bontà di Dio si è tante volte manifestata e di cuore
lodo l'Altissimo: "Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai
tessuto nel seno di mia madre. Ti lodo perché mi hai fatto come un
prodigio; sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo" (
Sal 139, 13-14).
Con animo grato a Dio, ringrazio Lei, carissimo Professore, per le buone
relazioni che ha intessuto con la Santa Sede, particolarmente durante il
Pontificato del mio compianto predecessore, il Papa Giovanni Paolo II.
Ricordo con gioia l'abbraccio con il quale Ella lo ha accolto nella
Sinagoga di Roma il 13 aprile 1986.
L'attuale Suo genetliaco diventa così occasione per rinnovare l'impegno a
continuare il dialogo tra noi, guardando con fiducia al futuro.
Con sentimenti di sincera stima, rinnovo gli auguri per questo giorno di
festa unendomi alla Sua Comunità, ai Suoi amici e a tutti coloro che Le
vogliono bene.
Dal Vaticano, 30 aprile 2005